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camminArte - tappa05

lun 24 Mag 2010

Oggi lasciamo la provincia di Milano, salutiamo la città dal Parco delle Basiliche, che si stagliano nel cielo terso tra le luci mattutine. Il Naviglio Pavese ci scorre al fianco mentre usciamo da Milano.

 

In passato i Navigli sono stati arterie di trasporto e commercio fondamentali per Milano, oggi restano importanti per colui che voglia entrare o uscire dalla città con dolcezza. Spesso sono malconci, a volte qualcuno pensa di chiuderli, ma quando questi passi vengono compiuti, non si può tornare indietro. A volte immagino che la circonvallazione interna sia una via d’acqua com’era un tempo, la città avrebbe un aspetto molto diverso.

 




Tanta gente ama i Navigli; c’è una pittrice che si è messa all’opera per far vedere quante siano queste persone. Mitti, nel suo studio sul Naviglio ha iniziato quest’avventura: preparare una sciarpa lunga quanto il Naviglio, chilometri e chilometri. Ma Mitti non può fare tutto da sola, ed ecco che la partecipazione diventa fondamentale. Mitti riceve ed assembla pezzetti di sciarpa lavorata a maglia un po’ ovunque, a Milano, ma in Giappone o in Russia, dove affezionati dei Navigli fanno la loro parte: sferruzzano, poi spediscono le loro opere ai punti di raccolta e la sciarpa si allunga, si allunga, si allunga, raccogliendo i colori, i gusti, le attenzioni di persone diverse, impegnate in questo lavoro comune.


Il Naviglio è grande protagonista anche nel momento in cui lo salutiamo, un po’ oltre la casa del guardiano delle acque, una sorta di casa cantoniera di canale: chi l’ha abitata in passato aveva il compito di controllare lo stato del canale e delle chiuse, l’andirivieni delle imbarcazioni, l’irrigazione dei campi. Oggi la sua casa è diventata laboratorio artistico e spazio espositivo!

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